Posti in piedi per Verdone
Dai giovani all?UE, dai padri separati alla politica: la commedia di Carlo sale in Paradiso. Con Favino, Giallini e la Ramazzotti, dal 2 marzo in sala
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Siamo in mano ai giovani, ho fiducia assoluta in loro: sento la voglia di farcela. Ma il momento è estremamente nebuloso, faticano così tanto a trovare lavoro: chi li allena? Chi è lallenatore in Italia? Non lo so, e mi atterrisce. Ma sono ottimista, questo brutto periodo ce lo lasceremo alle spalle.
Così Carlo Verdone presenta Posti in piedi in Paradiso, ovvero tre padri separati e una commedia con la testa, dal 2 marzo in sala con 650 copie. Scritta (con Pasquale Plastino e Maruska Albertazzi), diretta e interpretata da Verdone, che nei panni di un produttore discografico fallito divide un appartamento e mille miserie con lex critico cinematografico Pierfancesco Favino e il gigolo ed ex immobiliarista di successo Marco Giallini e incappa in Micaela Ramazzotti, una cardiologa disastrata.
Produce e distribuisce Filmauro, e dopo Io, loro e Lara la mission di Verdone si affina: maturità e risate, riflessione e divertimento. La sfida è stata raccontare in commedia un tema drammatico, quello dei padri separati: più cè disagio, più la commedia si esalta, come ci insegnano i grandi maestri. Qui cè dolore, emergenza sociale, eppure - lamenta Verdone - oggi non si dice più quanto è bello un film, ma quanto ha fatto? Ma il cinema non deve essere solo intrattenimento, io ho fatto una commedia guardando alla realtà. Ovvero, recita una battuta di Posti in piedi in Paradiso, a come siamo drogati di solitudine: Oggi siamo tutti un poco più depressi: abbiamo Facebook e Twitter come scatole di amicizie, ma se uno pensa che quelli siano i suoi amici, beh, siamo alla frutta, incalza lattore e regista.
Ma qual è la situazione dei padri separati nel nostro Paese? Credo siano trattati con eccessiva severità, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di vedere i propri figli: è un contagocce umiliante, accusa Verdone, mentre allopposto il finale del film con la vicinanza padri-figli vuole essere grido daiuto e collante. E, sì, cè un messaggio: E una semplice commedia, ma se in qualche famiglia potesse far percepire linutilità degli scontri che traumatizzano i figli ne sarei contento. Verdone si pronuncia anche sugli uomini e le donne, i padri e le madri, di Posti in piedi in Paradiso: Non mi metto dalla parte di nessuno, ma guardo questi tre padri con tenerezza e solidarietà. Di certo, il mondo occidentale è già deragliato, se deraglia anche la famiglia . Idem per lUE: Se lEuropa Unita non cambia in due anni, è un fallimento, voluto dagli Usa. Che per lallarme dellIrlanda o di unagenzia di rating possa crollare tutto, è una follia, non si può vivere così. E lItalia? Un paese per vecchi, dove sta lautorevolezza dei partiti? Ha ragione il mio fioraio: Carlo, mi piace un politico che non ride, perché non ci sta nulla da ridere.
Meglio, dunque, ritornare al film, con Micaela Ramazzotti: Ironia e un pizzico di ferocia per raccontare il nostro tempo, dove le vittime sono sia gli uomini che le donne. Ci siamo tutti verdonizzati, Carlo è il mio eroe popolare. Il mio personaggio non cura i cardiopatici, ma il cuore: è buffa, vulnerabile, ma - aggiunge Verdone - entra in scena per stemperare il terzetto maschile e infine rivela saggezza e buon senso. Da parte sua, Favino svela la chiusura di un sogno (lavorare con Verdone, NdR) iniziato quando avevo 14 anni e sottolinea come oggi si venda lidea dellessere soddisfatto da solo, ed è questa che porta le famiglie allo sfascio. E per il suo critico retrocesso al gossip parla di una categoria che non naviga nelloro. Tocca a lui una breve avventura con una - dice Verdone - figlia della cattiva educazione, ovvero lattrice rampante affidata a Nadir Caselli, che sogna di lavorare con Gabriele Muccino: Labbiamo chiamato, per sapere se fosse daccordo, precisa Carlo. Viceversa, Giallini definisce il suo padre pluri-separato un cialtrone assoluto, per cui ho tratto ispirazione da amici e, artisticamente, da Gassman.
Prima di concludere sugli uomini doggi, Verdone si compiace della colonna sonora composta da Fabio Liberatori e una sua vecchia conoscenza, il leader degli Stadio Gaetano Curreri, con chicche di Doors, Scott Walker, The Walker Brothers, amati sia dal suo personaggio, ex discografico e ora proprietario di un negozietto di vinili e memorabilia, che dallo stesso Carlo. E per Roma, parzialmente ricostruita a Cinecittà perché oggi questa città non ha nessun rispetto per il cinema: tra elicotteri, sirene, linsofferenza dei cittadini, è impossibile farci un film. Infine, dunque, gli uomini dai 32 ai 50 anni, che non sono molto affidabili, manca loro il coraggio, lautorevolezza: la donna lo sente, e ne soffre. E una categoria che ha deciso di non decidere.
Così Carlo Verdone presenta Posti in piedi in Paradiso, ovvero tre padri separati e una commedia con la testa, dal 2 marzo in sala con 650 copie. Scritta (con Pasquale Plastino e Maruska Albertazzi), diretta e interpretata da Verdone, che nei panni di un produttore discografico fallito divide un appartamento e mille miserie con lex critico cinematografico Pierfancesco Favino e il gigolo ed ex immobiliarista di successo Marco Giallini e incappa in Micaela Ramazzotti, una cardiologa disastrata.
Produce e distribuisce Filmauro, e dopo Io, loro e Lara la mission di Verdone si affina: maturità e risate, riflessione e divertimento. La sfida è stata raccontare in commedia un tema drammatico, quello dei padri separati: più cè disagio, più la commedia si esalta, come ci insegnano i grandi maestri. Qui cè dolore, emergenza sociale, eppure - lamenta Verdone - oggi non si dice più quanto è bello un film, ma quanto ha fatto? Ma il cinema non deve essere solo intrattenimento, io ho fatto una commedia guardando alla realtà. Ovvero, recita una battuta di Posti in piedi in Paradiso, a come siamo drogati di solitudine: Oggi siamo tutti un poco più depressi: abbiamo Facebook e Twitter come scatole di amicizie, ma se uno pensa che quelli siano i suoi amici, beh, siamo alla frutta, incalza lattore e regista.
Ma qual è la situazione dei padri separati nel nostro Paese? Credo siano trattati con eccessiva severità, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di vedere i propri figli: è un contagocce umiliante, accusa Verdone, mentre allopposto il finale del film con la vicinanza padri-figli vuole essere grido daiuto e collante. E, sì, cè un messaggio: E una semplice commedia, ma se in qualche famiglia potesse far percepire linutilità degli scontri che traumatizzano i figli ne sarei contento. Verdone si pronuncia anche sugli uomini e le donne, i padri e le madri, di Posti in piedi in Paradiso: Non mi metto dalla parte di nessuno, ma guardo questi tre padri con tenerezza e solidarietà. Di certo, il mondo occidentale è già deragliato, se deraglia anche la famiglia . Idem per lUE: Se lEuropa Unita non cambia in due anni, è un fallimento, voluto dagli Usa. Che per lallarme dellIrlanda o di unagenzia di rating possa crollare tutto, è una follia, non si può vivere così. E lItalia? Un paese per vecchi, dove sta lautorevolezza dei partiti? Ha ragione il mio fioraio: Carlo, mi piace un politico che non ride, perché non ci sta nulla da ridere.
Meglio, dunque, ritornare al film, con Micaela Ramazzotti: Ironia e un pizzico di ferocia per raccontare il nostro tempo, dove le vittime sono sia gli uomini che le donne. Ci siamo tutti verdonizzati, Carlo è il mio eroe popolare. Il mio personaggio non cura i cardiopatici, ma il cuore: è buffa, vulnerabile, ma - aggiunge Verdone - entra in scena per stemperare il terzetto maschile e infine rivela saggezza e buon senso. Da parte sua, Favino svela la chiusura di un sogno (lavorare con Verdone, NdR) iniziato quando avevo 14 anni e sottolinea come oggi si venda lidea dellessere soddisfatto da solo, ed è questa che porta le famiglie allo sfascio. E per il suo critico retrocesso al gossip parla di una categoria che non naviga nelloro. Tocca a lui una breve avventura con una - dice Verdone - figlia della cattiva educazione, ovvero lattrice rampante affidata a Nadir Caselli, che sogna di lavorare con Gabriele Muccino: Labbiamo chiamato, per sapere se fosse daccordo, precisa Carlo. Viceversa, Giallini definisce il suo padre pluri-separato un cialtrone assoluto, per cui ho tratto ispirazione da amici e, artisticamente, da Gassman.
Prima di concludere sugli uomini doggi, Verdone si compiace della colonna sonora composta da Fabio Liberatori e una sua vecchia conoscenza, il leader degli Stadio Gaetano Curreri, con chicche di Doors, Scott Walker, The Walker Brothers, amati sia dal suo personaggio, ex discografico e ora proprietario di un negozietto di vinili e memorabilia, che dallo stesso Carlo. E per Roma, parzialmente ricostruita a Cinecittà perché oggi questa città non ha nessun rispetto per il cinema: tra elicotteri, sirene, linsofferenza dei cittadini, è impossibile farci un film. Infine, dunque, gli uomini dai 32 ai 50 anni, che non sono molto affidabili, manca loro il coraggio, lautorevolezza: la donna lo sente, e ne soffre. E una categoria che ha deciso di non decidere.
Federico Pontiggia - Cinematografo
| Data: 24/2/2012 | Visto: 883 |




